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Google Suggest: bisogna filtrare

Il Tribunale di Milano ha imposto a Google la rimozione di alcuni risultati del suo servizio di suggerimento durante la digitazione delle chiavi di ricerca. La decisione arriva dopo la denuncia di un imprenditore del settore finanziario, il quale vedeva apparire vicino al suo nome le parole “truffa” e “truffatore”; il Tribunale ha stabilito che la dinamica genera diffamazione: “L’utente che legge tale abbinamento è indotto immediatamente a dubitare dell’integrità morale del soggetto il cui nome appare associato a tali parole ed a sospettare una condotta non lecita da parte dello stesso”. A nulla sono valse le tesi di Google basate su un presunto “utente intelligente” in grado di di interpretare da solo questo tipo di contenuti, situazione che secondo il giudice non ha riscontri effettivi. BigG non è nuova a questo tipo di sentenze (casi analoghi sono successi in Francia,  Svezia e Brasile), ma le garanzie previste dalla direttiva sul commercio elettronico 2000/31/CE (sulla “Responsabilità dei prestatori intermediari”, recepita in Italia dal D.lgs. n. 70/2003 che disciplina i “servizi della società dell’informazione”) sembrano in questo caso vacillare, almeno stando agli argomenti dell’accusa.

Google Suggest

Il risultato infatti è una diretta applicazione di un software messo a punto da Google, che inoltre non solo non ha provveduto all’implementazione di filtri ma ha anche ignorato le precedenti segnalazioni del ricorrente nonché un’ordinanza del Tribunale di Milano del gennaio 2011, contro il quale Google aveva presentato reclamo. Il giudice condanna così BigG al pagamento di 1.500 euro per i diritti lesi e 2.300 per onorari vari e spese legali, dopo aver presentato un’analisi della posizione di Google che risultava così non un mero motore di ricerca ma anche una banca dati; il materiale della suddetta banca dati non è dunque genericamente su Interne ed è inoltre associato proprio dalla funzionalità “Autocomplete” frutto del servizio di Google. In ogni caso il giudice sottolinea come ad esso non si chieda un filtraggio preventivo sui contenuti che emergono dal Suggest/Autocomplete ma di intervenire a posteriori su segnalazione.

UPDATE 7 aprile: il commento di Guido Scorza.

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