Articoli con tag WiFi

In Provincia di Roma si paga online

WiFi Provincia di RomaPagare bollettini e tasse di licenza online? In Provincia di Roma da oggi si può. Al Forum PA è stata infatti presenta l’apposita “Porta dei Pagamenti”, messa a punto da Wizards Consulting Group. Effettuando il login nel portale si potrà gestire il proprio profilo che, oltre ai pagamenti, permetterà di tenerne traccia e segnalerà le scadenze. Si potranno inoltre stampare certificazioni e ottenere autorizzazioni, con un sistema integrato con i servizi finora gestiti da Poste Italiane. Il portale, infine, presenterà anche news e blog sui temi della PA.

Proprio in tema di PA, è stata da poco messo a punto il documento provvisorio con le nuove Linee Guida per la Realizzazione dei Siti Web delle Pubbliche Amministrazione, che tengono conto delle indicazioni date in marzo dal Garante della Privacy in materia di trattamento di dati effettuato da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web. La versione definitiva è prevista per la fine del luglio prossimo, quando sarà terminata la consultazione pubblica promossa sul sito del Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione. 

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Brunetta e la scuola WiFi

Renato Brunetta al Forum PADalle 12 di ieri diecimila scuole possono prenotarsi per avere la dotazione Wi-Fi, parola di Renato Brunetta. Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione è intervenuto con questo annuncio al Forum PA in corso a Roma. Cinquemila scuole saranno coinvolte nei prossimi sei mesi e altre cinquemila nei sei mesi successivi, così da completare l’operazione entro la metà del prossimo anno, per una spesa pari a circa 5 milioni di euro. Brunetta ha dichiarato che il suo “sogno è dare il kit per tutti i bambini delle scuole elementari”; kit per il quale si sono già prenotati 800 istituti.

CASINI APRE ALL’AGENDA – Dall’Unione di Centro arriva intanto l’apertura all’Agenda Digitale, con Pierferdinando Casini che presenta la proposta con la quale il suo partito appoggia l’inserimento in Costituzione dell’articolo 21-bis. Proposto nel novembre 2010 dal giurista Stefano Rodotà nell’ambito dell’Internet Governance Forum, esso reciterebbe: “Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale”. L’Udc si dice contestualmente favorevole all’eliminazione dell’equo compenso e alla messa a punto di una legge a favore della Neutralità della Rete.

CAMERA LEAKS – Sul versante opposto, fa la sua comparsa Camera Leaks, applicazione per iPhone nella quale è possibile trovare il dettaglio delle spese parlamentari aggiornato alla fine del 2010. 

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Quale interpretazione per il decreto Pisanu?

E’ ancora confusione sul decreto Pisanu a pochi mesi dall’abolizione delle norme che, in esso contenute, imponevano ai gestori di hot spot pubblici di identificare i clienti e conservarne i documenti. Nelle ultime ore la Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) ha inviato una circolare nella quale, rivolgendosi ad una pubblico potenziale di 230mila imprese, consigliava loro di non dare credito a tutti i soggetti che “stanno proponendo la vendita di programmi di identificazione dei clienti che accedono a Internet tramite Wi-Fi sostenendo che sussisterebbero degli obblighi e delle responsabilità in capo ai gestori pubblici esercizi che mettono a disposizione della clientela il sistema di accesso”; la Fipe afferma di aver preso questa posizione ricalcando quella “del Governo assunta formalmente dal ministro Elio Vito”, che in un’interrogazione parlamentare ha chiarito che l’accesso al web diventava “libero” perché “sono abrogate le disposizioni per l’identificazione degli utenti, il monitoraggio delle operazioni e l’archiviazione dei dati”Si fa notare alla Federazione che pur risultando minori gli oneri di identificazione essi non sono scomparsi del tutto, tanto che nel nostro paese (e non solo) puoi essere condannato anche per reati che qualcuno commette sfruttando la tua rete wireless domestica non protetta. Va ricordato che nell’interrogazione alla quale fa riferimento la Fipe il ministro Vito affermava anche che il governo aveva reso “gratuito” l’accesso alla Rete; la credibilità dell’aggettivo “libero” usato per il nuovo regime ne risulta senza dubbio compromessa.

UPDATE 12 maggio 2011 –  Illuminante la “strasintesi” dell’attuale quadro normativo proposta da Stefano Quintarelli:

  • no copia della carta di identita’ per nessuno.
  • sei un circolo privato/azienda ? no licenza al questore, no autorizzazione generale (e no obblighi conseguenti)
  • sei un bar con un terminale ? no licenza al questore, no autorizzazione generale (e no obblighi conseguenti)
  • sei un bar con un access point ? no licenza al questore, si autorizzazione generale (e obblighi conseguenti) (oppure fai un abbonamento con un operatore che eroga il servizio presso di te, come fanno la provincia di roma, rete luna, panservice e altri)

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Scuole in WiFi: siamo alla vigilia

L’Operazione Scuole in WiFi partirà il 9 maggio. Lo annuncia il ministro Renato Brunetta, specificando che grazie a questo progetto ogni istituto aderente al progetto ScuolaMia (attualmente 3mila) beneficerà di un access point gratuito alla Rete a scopo didattico. Un ulteriore tassello del Piano e-Gov 2012 che si giova, tra l’altro, di alcuni dati: negli ultimi tre anni tutte le scuole sarebbero state connesse alla Rete, mentre l’80% di esse sarebbero in possesso di una casella di posta certificata. Costo complessivo: 5 milioni di euro.

A margine, Brunetta ha annunciato che dal prossimo anno saranno disponibili online le pagelle e i servizi di pagamento delle tasse di iscrizione alle scuole pubbliche; un sistema che dovrebbe generare un risparmio complessivo di 120 milioni di euro.

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WiFi ancora nel mirino della burocrazia

Un nuovo capitolo della difficile storia del WiFi nel nostro paese. Era il 26 ottobre 2010 quando il nostro governo proponeva per WiFi e burocraziadecreto una bozza di regolamento in attuazione della direttiva europea 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni. Si chiude oggi la consultazione pubblica sul documento nel quale è possibile leggere che “i lavori di installazione, di allacciamento e di collaudo delle apparecchiature terminali […] finalizzati alla realizzazione di un impianto interno di comunicazione elettronica, nonché i lavori di manutenzione o di trasformazione, sono eseguiti dalle imprese titolari di autorizzazione generale per l’installazione e la fornitura di reti pubbliche di comunicazione elettronica”. Insomma, gli utenti sarebbero tenuti ad affidarsi a questi professionisti (che a loro volta sono tenuti ad iscriversi ad un albo la cui creazione è prevista nello stesso decreto) per ognuno dei passaggi e degli aspetti relativi alla connessione, con evidenti aumenti di intermediazione e dunque costi, per dare seguito ad una fino ad ora inapplicata legge del 1992 per effetto della quale erano arrivate pochi mesi prima del decreto multe a negozianti milanesi. L’articolo 10 della bozza esclude gli impianti con “una capacità non superiore a dieci punti di utilizzo finale”, il che escluderebbe i router che acquistiamo nei negozi ma non quelli che verrebbero inviati dagli operatori su richiesta dell’abbonato; operatori che si troverebbero così a dover inviare una squadra di tecnici ( un direttore dei lavori e due aiutanti) a casa di chi richiede un abbonamento per collegare router e modem, oltre a vari altri cavilli burocratici presenti su tutto il percorso. Il fai da te potrebbe costare caro, con multe che vanno dai 15 ai 150mila euro.

Ancora una volta sembra ribaltato lo spirito della direttiva dalla quale si parte, visto che la 2008/63/CE prescriveva misure volte a alla liberalizzazione del settore di telecomunicazione e il controllo dei dispositivi per promuovere standard che rendano la concorrenza praticabile su scala continentale. La norma invece sembra scoraggiare la nascita di piccoli Isp che si ritroverebbero di fronte ad una burocrazia ostile. Sembra che per norme definitive si debba attendere fino al prossimo dicembre; nel frattempo però il ministero è obbligato ad emettere provvedimenti in materia, che si spera siano correttivi. Speranza non peregrina dato che lo stesso Paolo Romani dichiara di non aver ancora preso in mano il testo. Magari dandogli una letta…

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L’innovazione dei giovani ammnistratori

Il legame tra giovane età degli amministratori e innovazione non è solo un luogo comune; a dimostrare questa tesi sono i numerosi esempi presentati da Cittalia, il centro studi dell’Associazione nazionale comuni italiani, in occasione dell’assemblea annuale di Anci Giovane svoltasi a Taormina nei giorni scorsi. Cittalia, nello specificare che sono più di 26mila gli under 35 eletti nei comuni italiani, con una predominanza nei piccoli centri (il 70% opera in comuni di meno di 5000 abitanti), mette in evidenza come essi si facciano quasi ovunque promotori di politiche volte allo sviluppo della banda larga e dell’innovazione in generale. Un esempio è a Frigento (Avellino), dove il sindaco trentacinquenne Luigi Famiglietti ha realizzato una connessione wi fi per tutto il paese servendosi di sette antenne wireless; con 60mila euro di spesa, tutti i cittadini del paese potranno così beneficiare di una connessione che, gratuita per le strutture pubbliche, ha già consentito di crescere a piccole imprese locali impegnate in grafica pubblicitaria, design e turismo. Esempio seguito anche dal giovane sindaco di Cortina Andrea Franceschi, che ha affiancato all’implementazione delle connessioni wi fi corsi di alfabetizzazione digitale per gli anziani.

APP E OPEN SOURCE – Il tutto mentre il ventisettenne consigliere comunale di Grugliasco (Torino) sta promuovendo la digitalizzazione di tutti i documenti del municipio e l’adozione da parte dell’amministrazione di software open source che permettano di risparmiare sui costi delle licenze ; il tutto dopo aver installato le antenne per le connessioni senza fili, ovviamente. “E’ senza dubbio più facile che a proporre l’utilizzo del Voip o della banda larga siano i giovani eletti piuttosto che un sindaco magari ancora in difficoltà con il computer – sostiene il segretario nazionale di Anci Giovane Giacomo D’Arrigo – Dai tantissimi giovani eletti nei piccoli e grandi comuni sta arrivando un contributo importante a rilanciare a livello locale il dibattito sull’innovazione nei comuni e sul coinvolgimento dei più giovani per il rilancio dei territori”. E proprio il rilancio del territorio deve essere l’obiettivo della nascita di iSulmona, applicazione per smartphone messa a punto dal consigliere comunale del comune abruzzese Antonio Iannamorelli, 30 anni. L’app è in sostanza una guida interattiva con informazioni relative a turismo e servizi cittadini; è inoltre aperta all’acquisto di “vetrine virtuali” da parte di privati per la promozione di attività commerciali.

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Articolo 21-bis: per la Provincia di Roma si può fare

Il Consiglio Provinciale di Roma ha approvato una mozione del PD a favore dell’inserimento in Costituzione dell’Articolo 21-bis, quello che inserirebbe l’accessso ad Internet tra i diritti fondamentali tutelati dalla Carta. Nella formulazione del giurista e costituzionalista Stefano Rodotà esso infatti reciterebbe:

Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.

La posizione espressa con questo voto è coerente con l’atteggiamento dimostrato fin dall’inizio dal presidente Nicola Zingaretti e dalla sua Giunta in materia di Internet; il progetto Wi Fi Rete Provincia ad esempio ha già sfondato il muro dei 500 hot spot di connessione pubblica.

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