Articoli con tag Pirateria

Curiose coincidenze

British Telecom e Talk TalkNel giugno 2011 i provider britannici British Telecom e TalkTalk presentavano ricorso contro il Digital Economy Act (DEA), legge di enforcement sul diritto d’autore che ricalca i contenuti di quella che fu definita “cura Mandelson”. Il ricorso è stato respinto oggi da una Corte d’Appello. Coincidenza, si apprende in queste ore dell’accusa di aver “chiuso un occhio nei confronti della pirateria” mossa proprio ai due provider. Operatori di BT e TalkTalk sarebbero stati intercettati mentre consigliavano pacchetti broadband a clienti che chiedevano delucidazioni in merito all’utilizzo di BitTorrent e sistemi per il filesharing, quando avrebbero dovuto avvertirli che no, non si fa, è pirateria.

La magistratura britannica dovrà ora appurare se davvero in quelle telefonate si davano consigli su come mettere in pratica “pirateria a banda larga”, mentre i due provider da un lato dovranno difendersi dalle accuse e dall’altro potranno continuare la loro battaglia contro il DEA in sede di Corte di Giustizia Europea. Di sicuro, non manca materiale per qualche teoria del complotto su una macchina del fango 2.0. 

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Aggirare l’antipirateria? Con Firefox!

MAFIAA FireSi chiama MAFIAA Fire ed è un’estensione del browser Firefox. Misterioso lo sviluppatore ma chiaro l’intento: aggirare i sigilli antipirateria imposti dal governo a svariati siti web. In sostanza, il plug-in permette il reindirizzamento verso i nuovi e accessibili domini di siti che sono stati bloccati nelle loro versioni americane perché accusati di violazione di copyright. Come Rojadirecta.com e .org, offline in USA ma attivo nella sua versione .es vista la sentenza della Corte Suprema spagnola che nel 2010 lo considerava lecito. Il codice di MAFIAA Fire sarà aperto e disponibile in rete tra pochi giorni; intervistato dalla rivista specializzata TorrentFreak, lo sviluppatore avvolto d’ombra ha dichiarato che si tratta di una lotta contro un modello di business superato che causa blocchi e sequestri massicci messi in atto da organismi come la US Immigrationand Customs Enforcement (ICE) senza l’autorizzazione di giudici. “Siamo davvero stanchi di tutta la corruzione portata da queste persone agli alti vertici del nostro governo. Quando è troppo, è troppo. C’è un momento per lamentarsi e uno per entrare in azione. E questa azione è ormai attesa da troppo tempo”.

MATCH.COM – Se conosci un uomo su un sito di appuntamenti ed egli si rivela un manico, la colpa è del sito? A questa domanda dovrà rispondere il giudice della Corte Superiore di Los Angeles alla quale si è rivolta una donna vittima di abuso sessuale per denunciare il sito Match.com, sul quale aveva conosciuto colui che l’ha aggredita all’incontro combinato sullo spazio onlineLa donna chiede ora al sito di mettere a punto un sistema che confronti i dati delle carte di credito con i registri delle violenze sessuali, oltre a non accettare nuove iscrizioni finché questo sistema non sarà pronto. Dal canto suo il sito ha in un primo tempo smentito la possibilità di un tale passo, per poi annunciare invece la creazione di questo sistema di screening. Tuttavia, fa sapere Mandy Ginsberg, ai vertici di Match.com, che tali meccanismi non sono mai stati implementati prima perché potevano generare un falso senso di sicurezza vista la loro fallacia, situazione che, sottolinea, varrà anche per il sistema in fase di implementazione.

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