Google e copyright: il Congresso non è soddisfatto. Mentre aumentano i poteri di polizia

Google non si impegna abbastanza per la tutela del copyright. E’ quanto sostiene Bob Goodlatte, capo della U.S. House Judiciary subcommittee, commissione impegnata nelle tematiche di tutela del diritto d’autore e servizi Internet negli Stati Uniti. Il problema risiederebbe nella poca tempestività con la quale il search engine interviene per le rimozioni dei contenuti illeciti nonché nel piazzamento degli annunci pubblicitari di siti che sono in violazione del diritto d’autore. Da Mountain View si fa notare come si siano spese circa 50mila ore di lavoro per la realizzazione, ad esempio, di Content ID, tecnologia che permette a Youtube la rimozione dei video pescati a violare il diritto d’autore. Continuando nella difesa di BigG, il general counsel Kent Walker dichiara che l’azienda non ricava profitto dalle violazioni e che le procedure di rimozione devono essere accurate per non rischiare di tagliare fuori dalla rete per sbaglio contenuti legittimi.

DEVICE E SEQUESTRI – Intanto un tribunale dell’Arizona ha stabilito che le autorità hanno facoltà di sequestrare e perquisire dispositivi elettronici anche a distanza dalla frontiera e senza mandato se il tutto è inserito nella lotta a violazioni di copyright, P2P e pedopornografia. La decisione arriva durante un procedimento d’appello nel quale si analizzava la posizione di Howard Wesley Cotterman, un cittadino californiano che nel 2007 si era visto sequestrare e analizzare il laptop dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE). Nel dispositivo erano state trovate cartelle contenenti immagini pedopornografiche, ma il giudice di primo grado aveva stabilito che la perquisizione era avvenuta in maniera illecita perché effettuata a circa 200 miglia dalla frontiera. Decisione ribaltata dopo il ricorso degli agenti dell’ICE, che sostenevano come al confine non ci fossero attrezzature adatte alla perquisizione; e che così ricevono anche una nuova autorizzazione a sequestri e perquisizioni in presenza di generici sospetti.

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