USA: di privacy, e-mail e copyright

I senatori John Kerry, democratico, e John McCain, repubblicano, sono uniti nella presentazione del disegno di legge Commercial Privacy Bill of Rights Act, con il quale si punta ad istituire un nuovo quadro regolatore che imponga restrizioni alle attività di tracciamento online e rastrellamento di informazioni personali. I due, sconfitti nella corsa alla Casa Bianca rispettivamente da George W Bush nel 2004 e da Barack Obama nel 2008, vorrebbero così dotare la Federal Trade Commission (FTC) di poteri sanzionatori nei confronti delle aziende del web che adottano un comportamento non trasparente in materia di raccolta, trattamento e distribuzione dei dati personali degli utenti, le cui modalità andrebbero sempre indicate nel dettaglio all’utente stesso. Naturalmente viene menzionato il sistema Do-Not-Track che, già implementato nei browser di Mozilla (Firefox), Google (Chrome) e Microsoft (Explorer), diverrebbe obbligatorio per tutti i sitit aziendali. La proposta di legge ha raccolto parecchi plausi dal mondo del web, ma deve scontare, oltre all’irritazione dei vertici della Direct Marketing Association (DMA), la delusione delle associazioni a tutela dei consumatori, che non vedono grossi cambiamenti introdotti nelle pratiche di gestione dei dati personali da parte delle aziende del web.

POSTA ELETTRONICA E PRIVACY – E’ invece crescente il dibattito sulle revisioni all’Electronic Communications Privacy Act (ECPA), la legge che nel 1986 regolava la privacy in materia di comunicazioni a mezzo elettronico. Tutto nasce dalla costituzione del Digital Due Process, un gruppo di lobbying formato da colossi come Google, AT&T e AOL, che aveva l’intento di proporre al Congresso di rivedere la parte dell’ECPA che rende lecito il sequestro senza mandato delle email più vecchie di 180 giorni che, situate “in the cloud”, vengono classificate come abbandonate e quindi non tutelate dalle leggi sulla privacy. A infiammare la discussione le posizioni espresse dal Dipartimento di giustizia americano, secondo il quale (e sarebbe anche la posizione dell’Amministrazione), questo tipo di sequestro senza mandato sarebbe giustificato in alcune situazioni criminose, come le indagini che riguardano pedofilia, terrorismo e spionaggio.

POSTA ELETTRONICA E COPYRIGHT – Per i messaggi di posta elettronica sembrano non esserci tutele anche in materia di diritto d’autore: il giudice di Los Angeles Dolly Gee ha stabilito che una frase in prosa in una e-mail non può essere tutelata da copyright come lo potrebbe essere, ad esempio, un incipit poetico della stessa lunghezza, per il semplice fatto che non è abbastanza creativa, manca di originalità. La decisione arriva alla fine del processo che vedeva contrapposti Kenneth Stern e Robert Weinstein, membri della CAALA (associazione americana a difesa dei consumatori); Stern inviava ad una mailing list interna all’associazione (più di ventimila persone) un messaggio contenente 23 parole; Weinstein lo spediva a sua sorella, non compresa nella lista di indirizzi originaria, la quale rispondeva al mittente originario scatenandone l’ira e spingendolo alla citazione in giudizio. Secondo il giudice Gee però il post del querelante “non mostra nessun tipo di creatività poiché il contenuto è dettato solo da considerazioni funzionali”. Tuttavia, Stern ha già annunciato che ricorrerà in appello.

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