Dov’è finita l’Agenda Digitale?

Agenda DigitaleHo ricevuto stamattina una email da Agenda Digitale, l’iniziativa pubblica che si pone l’obiettivo di portare le questioni relative alle nuove tecnologie al centro del dibattito politico nazionale, chiedendo alla politica di assumersi le sue responsabilità. Mi si ricordava come l’11 maggio scadessero i 100 giorni indicati “per ricevere dalla politica le proposte concrete necessarie per dare finalmente una strategia per il digitale al nostro paese”. Dopo avermi segnalato “alcune importanti iniziative” (“Resetting Italia”, “Rinascimento digitale” e l’incontro del 10 maggio promosso dall’Agenzia per l’Innovazione presso il Forum PA), il messaggio si chiudeva così: ”Chi ha seguito la nostra iniziativa sa che abbiamo ricevuto dai partiti e dalle istituzioni molte dichiarazioni di sostegno, impegni al confronto, qualche polemica e, perfino, alcune proposte. Tuttavia, nonostante numerosissime adesioni, articoli di stampa, interviste in radio e tv, e il sostegno di tante personalità della rete (e non solo), non vediamo ancora le azioni concrete da noi auspicate. In particolare, il tema del digitale è ancora posto ai margini della discussione pubblica mentre noi tutti siamo convinti che esso debba essere posto al centro di qualunque discussione attorno al futuro del paese”. Il che dice tutto a proposito.

CLOUD SECURITY – Diventa intanto attualissimo il tema della sicurezza nell’ambito del cloud computing alla luce degli “infortuni” capitati alle reti di PlayStation e Aruba. Episodi che non sembrano comunque causare ripensamenti e marce indietro; la Apple, ad esempio, ha da poche ore acquistato il dominio iCloud, mentre il responsabile marketing di PalyStation Italia Andrea Cuneo afferma: “Si tratta di un progresso (quello del cloud, nda) che non può essere bloccato da un’incidente , seppur grave. Così come i virus non hanno certo fermato lo sviluppo di Windows, anzi, l’incursione nei nostri server renderà le porte di ingresso ai nostri servizi online meglio difese”. Il tema delle “nuvole” sarà anche quello centrale nel prossimo e-piracy, il convegno dedicato ai problemi della tutela dei dati personali nell’era digitale, che si svolgerà presso il Palazzo Vecchio di Firenze il 3 e 4 giugno 2011.

A proposito di difese: l’Icann, l’ente internazionale che sovrintende all’assegnazione degli indirizzi Internet, ha un nuovo capo della sicurezza. Si tratta del 41enne Jeff Moss, il leggendario hacker conosciuto con il nome di battaglia “Dark Tangent”. In realtà il capitolo “pirata informatico” nella vita di Moss sembra essersi chiuso già da anni, e dopo aver collaborato con aziende leader nella messa a punto di sistemi di sicurezza per le reti aziendali, è stato nominato nel 2008 membro dell’”Homeland Security Council” americano da Barack Obama in persona. “Dark Tangent” entra all’Icann anche con il ruolo di vicepresidente. Ha dichiarato Rod Beckstrom, presidente e amministratore delegato dell’Internet Corporation for Assigned Name and Numbers: “Non posso immaginare nessun altro che abbia le conoscenze di cui dispone Moss. Solo lui é in grado di captare per tempo i pericoli e difenderci dagli attacchi informatici”.  

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