Diritti della Rete, arriva un Libro Bianco
Pubblicato da Marco Ciaffone in Italia il 9 giugno 2011
Pirateria online, P2P, copyright e regolamentazione della Rete analizzati alla luce di ricerche indipendenti condotte da università e governi. Sono le poche parole con le quali riassumere i contenuti del “Libro Bianco su copyright e tutela dei diritti fondamentali sulla rete internet” che verrà presentato alla Camera dei Deputati il prossimo 14 giungo, giorno nel quale avrà luogo nella stessa sede la Relazione annuale del Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Antonio Catricalà. La conferenza stampa di presentazione del volume è patrocinata dalle associazioni Agorà Digitale, Adiconsum, Assonet e Assoprovider-Confcommercio e dallo Studio Legale Sarzana.
Il Libro Bianco punta a “smascherare tutta la retorica costruita intorno alla pirateria” soprattutto dalle major dell’intrattenimento sempre pronte ad esercitare pressioni sui governo nazionali a loro volta responsabili di normative repressive della libertà online. Esempio è la delibera dell’Agcom 668/2010, la quale “mira a introdurre un meccanismo che consentirà di inibire completamente l’accessibilità ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria”. Di non poco conto, in questo senso, la presenza del Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Nicola D’Angelo, che ad inizio maggio era stato sollevato dall’incarico di relatore della delibera sopra citata. Presente sarà anche il deputato radicale Marco Beltrandi, primo firmatario di alcune tra le proposte di legge più innovative sul fronte del diritto d’autore.
INDUSTRIALI DIGITALI – Nasce intanto a Roma “Confindustria Digitale”, soggetto che riunendo in federazione la rappresentanza industriale mira a promuovere l’economia di bit nel nostro paese.
Facebook ha diritto di riconoscerci?
Pubblicato da Marco Ciaffone in USA il 9 giugno 2011
Il gruppo di lavoro europeo a difesa della privacy Articolo 29 ha aperto un’indagine su Facebook per capire quanto lecita possa essere la nuova funzione di riconoscimento facciale implementata sul social network in blu. In particolare, si contesta al sito di Zuckerberg il fatto che la funzione di default risulti attiva su tutti i profili, cosicché spetta all’utente l’onere di fare in modo che i propri amici non ricevano suggerimenti di tagging sulle foto che lo ritraggono. A parziale discolpa di Facebook, il fatto che i rappresentanti del social network si siano già scusati, per quella che, in ogni caso, è l’ennesima vicenda controversa in materia di privacy che li vede coinvolti.
World IPv6 Day, verso l’Internet 2
Pubblicato da Marco Ciaffone in Il mondo del Web il 8 giugno 2011
Il sistema delle combinazioni di numeri per gli indirizzi Ipv4 è ormai vicino alla saturazione e alla conseguente sostituzione con il nuovo Internet Protocol version 6. Si va dunque verso la sostituzione di un sistema che prevede un numero di indirizzi pari a 2 alla 32esima (4,3 miliardi) con uno che dispone invece di indirizzi per 2 alla 128esima (4 trilioni). C’è già chi ha parlato di “Internet2” per sottolineare questo epocale passaggio che registra oggi un salto di qualità: l’8 giugno 2011 sarà infatti ricordato come il “World Ipv6 Day”, una festa mondiale che si pone come banco di prova per la sperimentazione del nuovo sistema da parte dei titani della Rete. All’iniziativa si può comunque partecipare in qualità di gestori di un sito, come provider o semplicemente testare se la propria connessine è compatibile con lo switch in atto. A tal proposito, Fastweb ha già da giorni messo a disposizione un client che permette questo tipo di configurazione.
UPDATE 9 giugno 2011 – Nelle 24 ore di sperimentazione sembra essere filato tutto per il meglio.
Europa, ignorate le nuove regole sulla privacy
Pubblicato da Marco Ciaffone in Unione Euopea il 1 giugno 2011
Il 25 maggio scorso è scaduto per i paesi membri dell’Unione Europea il termine ultimo per il recepimento delle nuove regole sulle telecomunicazioni, quelle contenute nella direttiva “e-privacy” 2009/136/CE. Tuttavia, solo Estonia e Danimarca hanno notificato l’avvenuto recepimento il giorno della scadenza, seguiti a distanza di 24 ore dal Regno Unito. E così la Commissione Europea annuncia, per bocca del suo portavoce Jonathan Todd, l’avvio di una procedura di infrazione nei confronti di tutti gli altri paesi (Italia inclusa) che sembrano aver ignorato il passaggio temporale sopra ricordato. C’è chi ha sottolineato come le proteste delle aziende del Web possono essere state la causa fondamentale dei ritardi; ad esempio, gli stessi Regno Unito e Danimarca hanno comunque deciso di concedere ad esse un anno di tempo per uniformarsi al nuovo quadro normativo. Tuttavia, da Bruxelles non si fanno sconti, e si indaga anche in merito alla liceità di questa misura di deroga. Per Todd il paese più distante dalla piena ricezione della direttiva sembra essere la Germania; Italia e Spagna dovrebbero invece essere pronte per la fine dell’estate, mentre per la Francia bisognerà attendere almeno fino all’autunno.
P2P – Arrivano nelle stesse ore un paio di rilevanti notizie di cronaca dal Vecchio continente: in Scozia un’infermiera di 58 anni viene condannata a 3 anni con la condizionale per aver scaricato illegalmente circa 30mila brani (i legali sono pronti a presentare un memorandum con le prove dei disturbi mentali ossessivo-compulsivi da accumulo di oggetti dei quali soffre la donna); in Germania invece la ECO, associazione che tutela gli interessi dei principali ISP, annuncia in un comunicato che i provider teutonici hanno iniziato una rastrellamento di indirizzi IP di “scariconi” del Web, e sono pronti a consegnare gli elenchi (che comprendono anche nomi degli utenti e indirizzi fisici ed elettronici) mensilmente ai detentori di diritti. Questi ultimi li utilizzano per spingere gli utenti a patteggiare risarcimenti tra i 300 e i 1200 euro per ogni file indebitamente condiviso, pena azioni legali che potrebbero avere conseguenze peggiori.
Agenda Digitale, primi bilanci dalla Commissione
Pubblicato da Marco Ciaffone in Unione Euopea, USA il 1 giugno 2011
“Ad un anno dall’avvio dell’Agenda Digitale constato con piacere i progressi compiuti. Ma gli stati membri, l’intero settore, la società civile e la Commissione, noi tutti dobbiamo fare di più se vogliamo sfruttare appieno il potenziale dell’Agenda per conservare la competitività europea, stimolare l’innovazione e creare posti di lavoro e prosperità”. Il commissario responsabile Neelie Kroes commenta così i risultati del quadro di valutazione che i vertici dell’Unione hanno diramato in queste ore per fare un primo bilancio dell’Agenda Digitale europea. Un ricco corpus di dati relativi ad ogni singolo stato membro dal quale emergono alcune importanti indicazioni; il 65% dei cittadini europei è connesso alla Rete, il 40% di essi effettua acquisti online, il 41% sfrutta i servizi di e-Government e il digital divide interno è stato ridotto del 4%. Dunque, la strada sembra essere quella giusta per arrivare, come da programma, ad avere entro il 2015 un numero di netizen pari al 75% dei cittadini comunitari e un uso dei servizi digitali delle pubbliche amministrazioni esteso ad almeno metà dei cittadini (e all’80% delle imprese). Anche in tema banda larga vengono sottolineati progressi sul fronte della lotta al rural divide. All’Italia viene riservato un plauso per le iniziative legate all’e-Gov, ma non si risparmiano critiche per il basso numero di utenti abitudinari (48%) e lo scarso utilizzo delle pratiche di commercio elettronico. Il che ci introduce alla nota negativa del rapporto della Commissione: l’e-commerce transfrontaliero è arrivato all’8,8% nel 2010, registrando un aumento del solo 0,7%.
CYBERWAR – Intanto le autorità inglesi sembrano intenzionate ad intraprendere in un futuro molto prossimo la strada che porterà il paese a dotarsi di vere e proprie armi di cyberguerra per difendersi da attacchi esterni. Ancor più concreti i segnali che arrivano dall’altra parte dell’Atlantico, con il Pentagono ad affermare che gli attacchi informatici provenienti da una altro paese possono essere considerati atti di guerra e come tali giustificare risposte convenzionali (bombe e carri armati, per intenderci), soprattutto se l’attacco informatico crea danni e vittime.
La Cina oscura la Mongolia Interna
Pubblicato da Marco Ciaffone in Access Denied il 31 Maggio 2011
Circa duemila studenti scesi in piazza per protestare contro l’uccisione di un pastore appartenente ad una minoranza etnica ad opera di un camionista cinese di etnia Han. Una situazione che, creatasi nella Mongolia Interna, è considerata così delicata da spingere le autorità cinesi ad oscurare ogni riferimento ad essa veicolato dai social network del paese. Dunque, il timore che alla lunga si potesse trovare in casa movimenti come quelli quelli che in Medio Oriente hanno rovesciato governi e mobilitato alla protesta masse di cittadini ha fatto propendere Pechino per soluzioni drastiche. Il filtraggio colpisce così le centinaita di milioni di utenti dei servizi di microblogging Sina e Tencent e del “Facebook cinese” Renren, con i profili provenienti dalla regione in questione inaccessibili dalla Cina.
Nel frattempo, da Pechino arrivano conferme circa la creazione di un cybercommando incaricato di difendere il paese da eventuali attacchi digitali esterni. Trenta uomini formano così The Blue Army.
Aggiornamento materiali
Pubblicato da Marco Ciaffone in Il mondo del Web il 31 Maggio 2011
Sono disponibili nuovi materiali aggiornati nella sezione Tutto quello che c’è da sapere: è così possibile trovare l’Update sugli Stati Uniti d’America, nel quale si parla del rinnovo del Patriot Act, e di tutte le importanti misure in materia di intercettazioni in esso previste, deciso da Barack Obama; disponibile è poi l’aggiornamento dei materiali relativi all’Unione Europea, con il disegno di legge che in Olanda mira a garantire la neutralità della Rete tra tulipani e mulini a vento; infine, nuove anche sul fronte del World Wide Control, con l’Iran pronto a lanciare una rete di connessioni alternativa ad Internet e posta sotto il totale controllo del governo.
SISTRI: rinvio a settembre
Pubblicato da Marco Ciaffone in Italia il 26 Maggio 2011
Né bocciato né promosso, semplicemente rimandato a settembre. Il SISTRI, dopo le polemiche che hanno avvolto il sistema elettronico di tracciamento dei rifiuti che sarebbe dovuto entrare a a regime dal prossimo primo giugno, non vedrà dunque la luce prima della fine dell’Estate.
Blog come la stampa clandestina
Pubblicato da Marco Ciaffone in Italia il 26 Maggio 2011
Il giornalista di Ragusa Carlo Ruta è stato condannato dalla prima sezione della Corte d’Appello di Catania per il reato di stampa clandestina, disciplinato dall’articolo 16 della legge sulla stampa (n.47 dell’8 febbraio 1948). Già condannato dal tribunale di Modica nel 2008, Ruta dovrà ora versare 150 euro di multa; il suo blog Accadeinsicilia, focalizzato su inchieste riguardanti politica e collusioni con la mafia, era stato citato in giudizio dal procuratore della Repubblica di Ragusa Agostino Fera, che si dice danneggiato dai contenuti dello spazio online. A Catania si stabilisce ora che il blog necessitava di una registrazione presso un tribunale perché deve essere equiparato ad un giornale cartaceo; in mancanza di registrazione opera dunque in clandestinità. L’avvocato di Ruta, Giuseppe Arnone, ha già annunciato il ricorso in Cassazione, perché ritiene la sentenza “gravemente illiberale in quanto non tiene in adeguata considerazione i principi costituzionali che garantiscono la libertà di stampa e d’informazione: elementi essenziali della democrazia”.
Il precedente che si crea, infatti, rischia di gettare nella clandestinità migliaia di siti e blog: chi stabilisce la “necessità di equiparazione alla stampa cartacea”?
UPDATE 28 MAGGIO – Massimo Mantellini lega questa vicenda giudiziaria alla legge n.62 del 2001.
eG8, bilancio in chiaroscuro
Pubblicato da Marco Ciaffone in Il mondo del Web, Italia, Unione Euopea, USA il 25 Maggio 2011
Volendo riassumere in pochissime parole la due giorni di incontri: nota positiva l’aver parlato delle tematiche della Rete, nota negativa l’aver lasciato la parola per la grandissima parte ad un solo punto di vista, quello delle major (con pochi contraltari tra i quali Jhon Perry Barlow), che poi è quello di Sarkozy. A proposito dell’intervento del presidente francese, segnalo il commento del senatore democratico Vincenzo Vita:
“Pericoloso e brillante l’intervento di Sarkozy. Pericoloso perché sul diritto d’autore è stato molto tradizionalista e sulla libertà della rete piuttosto elusivo. E’ stato brillante perché a differenza di Berlusconi, pronuncia bene “Google”, sa parlare di questi argomenti con cognizione anche di linguaggio e risponde alle critiche di chi è in sala senza dirgli che è un comunista. Il governo italiano resta fermo su tv e violazione continua della par condicio mentre qui a Parigi riecheggia “internet come bene comune”. Auspichiamo una ripresa dei temi della rete anche in Italia dove il disegno di legge sulla neutralità è stato depositato in Senato due anni fa e solo da pochi mesi è iniziato l’iter nella commissione competente. In Francia, il disegno di legge sulla net neutrality – sottoscritto da tutti i senatori del Pd – è stato richiesto e con gran piacere ho lasciato il testo della proposta come linee guida”. In Italia c’è ancora tanto da fare per eliminare non solo il digital divide ma quel gap culturale che ci sta allontanando sempre di più dall’Europa e dal villaggio globale.”
UPDATE 26 maggio 2011 – L’avvocato Guido Scorza, tra i rappresentanti del nostro paese all’evento, affida la sua analisi alle colonne di Punto Informatico.
Antipirateria europea sempre più rigida
Pubblicato da Marco Ciaffone in Unione Euopea il 25 Maggio 2011
Provider costretti a vigilare sui contenuti che passano sulle loro reti per eliminare quelli in violazione di copyright; regime del three strikes esteso a tutti i paesi dell’Unione Europea, con conseguente riduzione dei diritti dei netizen e aumento degli oneri per gli intermediari. Il tutto per assecondare ulteriormente le richieste dei detentori di diritti. E’ lo scenario che ha dipinto Michel Barnier, commissario per il mercato Interno e i Servizi Finanziari, illustrando la Intellectual Property Rights Strategy, serie di misure che la Commissione intende adottare per rivedere l’attuale quadro normativo in materia di diritto d’autore. Su di esse è ora aperta la consultazione pubblica, che appare a questo punto come uno spazio nel quale sarà necessario difendere per l’ennesima volta la libertà della Rete dagli attacchi di major e loro referenti politici.
Telecom vuole maggiore chiarezza sull’asta
Pubblicato da Marco Ciaffone in Italia il 24 Maggio 2011
Arrivano le reazioni alle procedure con le quali l’Agcom ha accelerato il percorso verso l’asta delle frequenze liberate dal digitale terrestre. Franco Bernabè di Telecom chiede, tramite una lettera inviata a Berluconi, Tremonti e Romani, maggiori dettagli sullo svolgimento dell’asta (soprattutto alla luce delle frequenze ancora occupate dai piccoli operatori impegnati a battere cassa al Governo) e sulle riduzioni delle tariffe di terminazione mobile, in pratica sulle cifre che gli operatori devono pagare a Telecom per l’utilizzo delle reti di sua proprietà. Argomento caldo, soprattutto perché la delibera 301/11/CONS dell’Agcom ha iniziato l’iter che la porterà alla Commissione Europea e poi ancora ad una consultazione nazionale. In essa si parla di obblighi in capo a Telecom; uno su tutti, la necessità che l’ex monopolista garantisca l’accesso disaggregato alle sue infrastrutture agli operatori alternativi.
EGOV DA INVIDIA – Intanto il Rapporto annuale Istat piazza le politiche italiane in materia di e-Government al top della classifica europea, premiando così la riforma della Pubblica Amministrazione targata Brunetta. Come Austria, Irlanda, Portogallo e Malta infatti, il nostro paese con la totalità di servizi erogati elettronicamente si pone molto al di sopra della media europea, attualmente ferma all’84,3%. Il vero problema, dunque, risiede nell’utilizzo dei suddetti servizi da parte dei cittadini: solo il 22% ne usufruisce per interagire con la PA e solo il 7,5% per l’invio di modulistica, con il nostro paese che si piazza così quintultimo in entrambe le classifiche basate su questi indicatori.
Le nuove regole delle telecomunicazioni europee
Pubblicato da Marco Ciaffone in Unione Euopea il 24 Maggio 2011
Entreranno in vigore domani le nuove regole continentali sulle telecomunicazioni contenute in un pacchetto approvato dall’Unione Europea nel 2009. Al momento solo Danimarca ed Estonia sono in linea con le nuove norme volte a implementare maggiori tutele per i consumatori. Il Telecoms Package prevede infatti la riduzione dei tempi per la portabilità di numerazioni fisse e mobili (in pratica il passaggio da un operatore all’altro mantenendo il proprio numero) ad un solo giorno; un tetto massimo per i contratti, che non potranno superare la durata di 24 mesi e dovranno prevedere l’opzione dei 12 per rendere più facile all’utente un cambio (misure già previste in Italia nelle liberalizzazioni operate da Bersani); una maggiore chiarezza nelle informazioni di contratto, con relative multe in caso di errori e responsabilità accertate; maggiore tutela dei dati personali; una reale armonizzazione delle regole sul territorio europeo e, infine, un più facile accesso alle numerazioni di emergenza come il 112 (il numero unico di emergenza europeo). Così facendo si modificano cinque precedenti direttive comunitarie: la direttiva quadro, la direttiva accesso, la direttiva autorizzazioni, la direttiva servizio universale e la direttiva e-privacy.
G8 per la Rete, ecco i nomi
Pubblicato da Marco Ciaffone in Il mondo del Web il 23 Maggio 2011
Inizia domani a Parigi, anticipando il G8, l’incontro in terra francese vedrà per la prima volta una sezione espressamente dedicata ad Internet, l’eG8 Forum, al quale parteciperanno i vertici dei colossi del Web, da Mark Zuckerberg (Facebook) ad Eric Schmidt (Google) fino a Jimmy Wales (Wikipedia). E per l’Italia? A rappresentare la Rete nostrana saranno, tra gli altri, il presidente di Telecom Italia Franco Bernabè, il giurista Stefano Rodotà el’avvocato e blogger Guido Scorza.
Ed è proprio Guido Scorza ad analizzare la partecipazione italiana all’evento con un pezzo pubblicato su Wired.it e che riporto integralmente qui sotto:
“Qui a Parigi siamo a poche ore dall’intervento con il quale Nicolas Sarkozy, Presidente della Repubblica francese aprirà i lavori dell’e-G8 Forum. Il clima è quello delle grandi occasioni anche se, forse, l’etichetta istituzionale lascia il posto a quella delle kermesse mediatico-commerciali il che, considerata l’importanza ed il rilievo per il futuro della Rete dei temi dei quali si discuterà, non può non preoccupare.
Una riflessione sulla governance della Rete guidata dai soli stakeholders economici non è, certamente, uno scenario auspicabile. In questo senso, d’altra parte, nelle ultime ore alcune tra le più importanti e rappresentative associazioni attive sul versante della governance di Internet hanno denunciato il loro mancato coinvolgimento ed auspicato, per il futuro un approccio, realmente, multi-stakeholders.
A prescindere da queste preoccupazioni e perplessità destinate a prendere corpo o – come c’è da augurarsi – ad essere smentite nelle prossime ore, tuttavia, c’è un dato che, sin d’ora, sfortunatamente balza agli occhi: gli italiani che partecipano al vertice sono pochi, anzi pochissimi rispetto agli oltre mille partecipanti. Siamo meno di quindici su millecentocinquanta partecipanti e la nostra rappresentatività scende vertiginosamente, riducendosi a meno della metà se si eliminano dall’elenco quanti, pur avendo origini italiane, sono qui in rappresentanza di società ed organizzazioni straniere. Solo tre su oltre cento relatori, d’altra parte, gli italiani che prenderanno la parola nella due giorni di discussione: Franco Bernabé, Presidente di Telecom Italia, Carlo de Benedetti Chairman del Gruppo Editoriale l’Espresso e Luca Ascani, AD di Populis. Inutile ricordare che le posizioni a proposito della crescita e della governace della Rete dei primi due non rappresentano, sebbene per ragioni diverse, esattamente il modo di guardare ad Internet degli italiani. La rappresentanza del Governo è affidata a Gianluigi Benedetti, Consigliere diplomatico del Ministro Brunetta mentre l’unico parlamentare presente è Vincenzo Vita (PD). Anche in questo caso, difficile dirsi soddisfatti dello scarso interesse che la politica italiana ha riservato all’incontro.
Possibile che nessun altro dei tanti onorevoli e membri dell’esecutivo che negli ultimi anni hanno, a più riprese, deciso di occuparsi di questioni della Rete abbia ritenuto opportuno partecipare al meeting? Sono rimasti tutti a casa per scelta e per occuparsi delle beghe elettorali o sono stati lasciati a casa dagli organizzatori? Quale che sia la risposta, in ogni caso, l’Italia non uscirà da questo primo e-G8 facendoci una bella figura. Ci confermiamo, purtroppo, un Paese capace di guardare alla Rete solo quando si tratta di varare provvedimenti censori e restrittivi dei diritti e delle libertà fondamentali. Dove sono gli zelanti commissari dell’AGCOM che si accingono a dettare le nuove regole del diritto d’autore in Rete? E la SIAE? Tutti convinti di conoscere già tanto bene il fenomeno Internet da non aver bisogno di ascoltare il pensiero dei protagonisti del mondo della Rete? Il Ministro Romani ed i suoi funzionari? Dopo aver pensato di trasformare la Rete in una grande TV hanno preferito disertare il vertice?
L’Italia, comunque vadano i lavori di questo primo G8 Forum dell’Internet, ha perso l’ennesima piccola, grande occasione e dimostrato, ancora una volta, di ritenere la Rete solo un grande giocattolo al quale guardare come ad una minaccia per gli interessi economici e politici dei soliti noti”.
Asta delle frequenze: si parte (finalmente)
Pubblicato da Marco Ciaffone in Italia il 20 Maggio 2011
L’asta per il dividendo digitale sembra davvero in procinto di partire, dopo che l’Agcom ha reso operative le procedure per l’assegnazione delle frequenze destinate alla banda larga e alle emittenti televisive digitali; in vendita risultano così i circa 300 Mhz di banda liberatisi con il passaggio al digitale terrestre, che comprendono bande a 800, 1800, 2000 e 2600 Mhz (per quelle a 1800Mhz, attualmente usate per il GSM, si prevede l’utilizzo nelle reti telefoniche e di connessione senza fili di nuova generazione LTE e WiMax). Aste del genere si sono già svolte in altri paesi con ottimi ricavi, come i 4,3 miliardi in Germania. Da noi il governo stima di poter ricavare circa 2,4 miliardi di euro da investire per lo sviluppo della broadband nella penisola. Per far si che il risultato sia in linea con questi obiettivi, vengono così posti dei vincoli agli acquirenti: viene stabilito un tetto massimo acquistabile da un singolo operatore e si impone ai futuri proprietari il rispetto di alcune norme legate alla lotta al digital divide e alle tariffe che saranno poi applicate agli utenti.
C’è tuttavia ancora un importante nodo da sciogliere: alcune frequenze sono libere solo in teoria, perché ancora occupate da emittenti locali private. A titolo di risarcimento erano già stati previsti per esse 240 milioni di euro, il 10% dei ricavi dell’asta. Tuttavia, i loro rappresentanti hanno chiesto esattamente il doppio.
PA E PRIVACY – E mentre l’ottava Commissione del Senato porta avanti le audizioni dell’indagine su banda larga e neutralità della rete, l’avvocato Graziano Garrisi e il dottor Lino Fornano mettono in guardia sui pericoli che si celano dietro alcune iniziative del Governo; in particolare, le semplificazioni in materia di applicazione delle norme sulla privacy in ambito burocratico introdotte con lo schema di Decreto Legge approvato a Palazzo Chigi il 5 marzo scorso.
Se per lo streaming si va in galera
Pubblicato da Marco Ciaffone in USA il 18 Maggio 2011
Era la metà del marzo 2010 quando la “cyberzarina” staunitense Victoria Espinel diramava un documento di 20 pagine nel quale si esprimevano nette posizioni di lotta alla violazione del copyright. In particolare, riconoscendo il peso assunto dallo streaming, ormai ampiamente ai livelli del P2P, la Espinel si dichiara favorevole al considerarlo un crimine, sicuramente non per la gioia di piattaforme come Megavideo. E’ notizia delle ultime ore che il disegno di legge S-978 ha iniziato il suo iter verso la promulgazione che ribalterebbe l’attuale quadro vigente che non prevede la possibilità di considerare un criminale chi viene sorpreso a “streammare” nel territorio degli USA. Nella nuova situazione invece, rischieranno cinque anni di prigione (più multa) coloro i quali saranno considerati responsabili di dieci o più public performance a mezzo elettronico; la galera è prevista anche in casi di riconosciuto valore delle opere fruite (le major ragionano in termini di migliaia di dollari di guadagni persi, anche se sappiamo le difficoltà e le conseguenti arbitrarietà che si nascondo dietro questi calcoli).
E QUESTA E’ CASA MIA – Intanto in California viene presentato un altro progetto di legge, l’SB 242. L’obiettivo è rendere legittimo per i genitori di minori entrare negli account online dei figli per gestirne le impostazioni sulla privacy nel loro interesse. Si vuole inoltre concedere a questi genitori la possibilità di richiedere ai gestori delle piattaforme la cancellazione di contenuti riguardanti la loro prole; chi non ottempera entro 48 ore riceve fino a 10mila dollari di multa. Come prevedibile, ondate di proteste dal mondo delle aziende dell’ICT.
Vinklewoss alla Corte Suprema – Arriva infine la notizia che i gemelli Winklevoss hanno deciso di ricorrere alla Corte Suprema nell’ambito della causa che li vede contrapposti a Facebook.
Bitcoin: moneta virtuale
Pubblicato da Marco Ciaffone in Il mondo del Web il 18 Maggio 2011
Immaginate una moneta virtuale coniata per il mondo digitale che permetta qualunque tipo di acquisto anche nel mondo reale tramite un sistema totalmente slegato da banche, movimenti finanziari ed inflazione. State immaginando Bitcoin, il Peer-to-Peer Electronic Cash System. Wired.it ci spiega in cosa consiste.
Creative Commons per il Comune di Firenze
Pubblicato da Marco Ciaffone in Italia il 17 Maggio 2011
Il Consiglio di Palazzo Vecchio ha implementato una licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 sul sito ufficiale del comune e su tutti gli altri spazi web da esso controllati. La decisione fa seguito all’approvazione arrivata in marzo per la mozione presentata in merito da Eros Cruccolini, rappresentante di SEL. Prossimo passo, stando al progetto di Cruccolini, l’applicazione delle licenze anche ai documenti cartacei e l’inizio dell’avventura open source.
BLOCCARE IL SISTRI – Intanto parecchie associazioni imprenditoriali, artigianali e commerciali hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo nella quale richiedono di sospendere e riformulare il SISTRI. Il sistema che promette di rendere realtà la tracciabilità dei rifiuti viene infatti giudicato apprezzabile per le motivazioni che ne hanno determinato la creazione ma al momento troppo complesso e farraginoso per essere utilizzato nel nostro mercato imprenditoriale già dal primo giugno 2011.
UPDATE 23 maggio 2011 – La proposta di sospensione del SISTRI riceve in sequenza la bocciatura del Ministro per i Rapporti col Parlamento Elio Vito e quella del Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo (appoggiata da tutto il governo tranne la Lega Nord, che chiede di rinviare al 2012 l’entrata in vigore del sistema di tracciamento dei rifiuti). Tuttavia, secondo indiscrezioni si starebbe pensando ad una esenzione per le aziende che non riescono a partire nei tempi stabiliti per colpe non loro.
In Spagna si viaggia a minimo 1mbps. Per legge
Pubblicato da Marco Ciaffone in Unione Euopea il 16 Maggio 2011
Intervista a Nicola D’Angelo
Pubblicato da Marco Ciaffone in Italia il 14 Maggio 2011
Daniele Lepido intervista Nicola D’Angelo, il commissario dell’Agcom rimosso dall’incarico di relatore della delibera 668/10/CONS sul diritto d’autore online.





